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In ricordo di Francesco Bonacci In kayak tra le mitologiche coste di Campania, Basilicata e Calabria: da Agropoli (SA) a Tortora Marina (CS)

31-05-2016 11:59 - Falerna
In ricordo di Francesco Bonacci
In kayak tra le mitologiche coste di Campania, Basilicata e Calabria: da Agropoli (SA) a Tortora Marina (CS)

di Francesco Mazzacocco e GSMDS (2016)
Dopo il grande successo ottenuto lo scorso anno dal nostro Veterano della Sezione di Falerna, Francesco Mazzacocco, con la circumnavigazione delle coste calabre, accompagnato come al solito dall´amico inseparabile e socio UNVS, Aldo Puja, si è avventurato in questa nuova impresa. I due soci Veterani, al momento della partenza hanno voluto dedicare questa loro fatica, al socio Francesco per gli amici, Franco Bonacci, indimenticabile sostenitore di ogni iniziativa lavorativa e sportiva che si svolgeva nella Sua terra natale e soprattutto a Falerna. Il Circolo Nautico Lametino col patrocinio del Comune di Tortora, organizza una "passeggiata" in kayak, nelle splendide e cristalline acque del Cilento meridionale, tra anfratti, grotte, baie e scogliere mozza fiato, ai confini di, Campania, Basilicata e Calabria. Quattro saranno i giorni di navigazione, su una distanza complessiva di circa 72 NM (miglia marine), 134 Km. L´alloggio è previsto in strutture alberghiere e di ristorazione, delle località di partenza ed arrivo, di ogni singolo giorno, che aderiranno alla "passeggiata" offrendo la loro ospitalità in forma completa, o con forti riduzioni sulle tariffe applicate. I kayaker salperanno da Agropoli, provincia di Salerno (Campania), la mattina del 26/05/2016 e dopo quattro giorni di pagaiate, condizioni meteo-marine favorevoli, sostando per la notte nelle località di: Acciaroli, Palinuro, Policastro Busento, attraccheranno il pomeriggio del 29/05/2016, nelle limpide acque di Tortora Marina, in provincia di Cosenza (Calabria), sulla battigia dello stabilimento balneare "La Lampara", meta della nostra escursione. Le tappe saranno così suddivise:
I° giorno: Partenza da Agropoli in provincia di Salerno (Campania) e dopo 18 NM, circa 34 Km di navigazione, si sbarca ad Acciaroli, sempre in provincia di Salerno.
Agropoli deriva il proprio nome dalla posizione geografica, una "città alta" su un promontorio a picco sul mare. Secondo alcuni archeologi potrebbe essere l´antica acropoli di Paestum,difatti si ipotizza la presenza di un tempio dedicato a Poseidone. In età romana sul litorale dell´attuale S.Marco si sviluppò un borgo marittimo chiamato Ercula, i cui abitanti, nel corso del V secolo, furono costretti a ritirarsi sul prospiciente promontorio per le incursioni dei Vandali provenienti dall´Africa. Nel VI secolo durante la guerra greco-gotica (535-553) i Bizantini ebbero la necessità di avere un approdo sicuro e protetto a sud di Salerno e, pertanto, fortificarono questo sito. Alla fine del VI secolo, l´invasione longobarda costrinse il vescovo di Paestum a rifugiarsi ad Agropoli, che divenne sede di vescovado e centro principale dei superstiti territori bizantini della Lucania tirrenica. Agropoli rimase in mano ai Bizantini fino all´882, quando la cittadina cadde in potere dei Saraceni, che vi si stabilirono creando una base fortificata dalla quale partivano per depredare le popolazioni circostanti. Nel 915 i Saraceni furono sconfitti e tornò sotto la giurisdizione dei vescovi, che in quel periodo avevano stabilito la loro sede a Capaccio. Agropoli subì poi l´avvicendamento dei Normanni, Svevi, Angioini e Aragonesi. Dal 1660 al 1806 il feudo di Agropoli appartenne ai Sanfelice, nobile famiglia napoletana. Le incursioni barbaresche del XVI e XVII secolo spopolarono il territorio al punto da ridurne gli abitanti a solo qualche centinaio. Durante il dominio napoleonico da Agropoli partirono sanguinose azioni contro il brigantaggio della zona. Oggi la cittadina di Agropoli, che solo nel corso dell´Ottocento incominciò ad espandersi oltre il perimetro delle mura medioevali, conserva intatto il centro antico e gran parte del circuito delle mura difensive con il portale seicentesco d´ingresso sul quale si nota lo stemma marmoreo degli ultimi feudatari di Agropoli, i Delli Monti Sanfelice, duchi di Laureana e baroni di Agropoli, che è anche il simbolo della città. Maestoso sul promontorio si erge, incastrandosi con il vertice nel borgo antico è il Castello Angioino Aragonese ma l´originario impianto risale ai bizantini. Sulla costa sono presenti numerose torri di guardia, poste in punti strategici, di solito ad un miglio l´una dall´altra. La Torre di San Marco occupa una posizione strategica di unione tra il Castello e la torre di Paestum. La Torre di San Francesco sorge accanto ai resti rimaneggiati dell´omonimo convento, risalente al 1230. Acciaroli nel comune di Pollica è un piccolo borgo marinaro dove è ancora possibile riassaporare il sapore di antico, all´interno delle numerose stradine e tra i vari monumenti, vi sono negozi, bar e locali che servono i caratteristici piatti del luogo o la pizza agropolese servita in un cesto di vimini. La prima notizia di un centro abitato di nome Aczarulo risale al 1165. La Torre Normanna fu edificata nel 1233 dall´imperatore Federico II°, fra le torri di guardia del litorale; successivamente fu utilizzata dagli Spagnoli, unitamente a quella del "Caleo" nel loro sistema difensivo della costa. La chiesa del XII secolo dedicata alla Santissima Annunziata raffigurata con una superba composizione di maioliche sul timpano è molto caratteristica.
II° giorno: da Acciaroli, a Palinuro, provincia di Salerno: 17 NM, 32 Km circa di passeggiata.
Palinuro fa parte del comprensorio comunale del Comune di Centola nel Cilento meridionale e la selvaggia bellezza del territorio di Capo Palinuro, la storia e le leggende che vi aleggiano, contribuiscono a perpetuarne il fascino. Un immenso arco di roccia frastagliata si protende nel mare a protezione di una baia che è riparo e porto naturale per i naviganti, e tale deve essere apparsa anche in tempi lontani agli Argonauti, ai Fenici ed ai Greci. Il Capo conserva segni di lontanissimi insediamenti umani, con tombe databili intorno al V sec. A.C. e reperti archeologici, che dimostrano come la bellezza e la posizione strategica del porto abbiano favorito l´insediamento di una colonia greca. Palinuro è un personaggio della mitologia romana, caduto in mare di notte, tradito dal dio Sonno, mentre conduceva la flotta verso l´Italia. Naufrago dopo aver invocato invano i propri compagni, rimane per tre giorni in balia del Noto fino all´approdo sulle spiagge d´Italia, dove troverà ad attenderlo non la salvezza ma una fine crudele: catturato dalla gente indigena, viene ucciso e il suo corpo abbandonato in mare. Palinuro, vagando tra le anime degli insepolti incontra Enea e lo supplica di dargli sepoltura, esortandolo a cercare il suo corpo tra i flutti degli approdi velini. E´ la Sibilla Cumana a rivelargli che il suo cadavere non verrà mai ritrovato, ma i suoi assassini erigeranno un cenotafio da dedicargli e da onorare con offerte e quel luogo, avrebbe, per sempre, portato il nome Palinuro.
III° giorno: da Palinuro a Policastro Busento tappa di 17 NM, 32 Km circa, d´ammirazione!
Policastro, frazione del comune di Santa Maria in provincia di Salerno è sita sulla costa tirrenica, al centro del golfo omonimo, vicino alla foce del fiume Bussento (da cui "Bussentino"). Sorta nel 471 a.C. con il nome di Pyxous (Pixunte) come colonia greca di Rhegion (Reggio Calabria) e base strategica per i commerci della città dello Stretto con il Golfo di Taranto, collegato attraverso il fiume Siris , era dotata di una cinta muraria. Nel II secolo a.C. divenne romana con il nome di Buxentum. Dagli inizi del VI secolo fu sede vescovile. Del VII secolo è il castello bizantino e la cittadina prese il nome di Policastro.
IV° giorno: partenza da Policastro Busento in provincia di Salerno e dopo 19 NM, 35 Km circa ed aver attraversato un piccolo tratto di Basilicata, arrivo a Tortora Marina, provincia di Cosenza, meta della nostra escursione in kayak. Tortora è l´ultimo comune della Calabria nord occidentale che si affaccia sul Mar Tirreno, al confine con la Basilicata e in provincia di Cosenza. Il suo territorio prevalentemente collinare è incluso in gran parte nel Parco nazionale del Pollino ed ha visto la presenza dell´uomo fin dagli albori della storia umana. Nella località Rosaneto è stato trovato un giacimento preistorico all´aperto risalente al Paleolitico inferiore datato a circa centocinquantamila anni fa, uno dei più antichi siti preistorici italiani. La presenza umana sul territorio è continuata anche nei millenni a seguire, come dimostrano gli scavi ai piedi della falesia calcarea di Torrenave. I primi segni di civiltà risalgono al popolo degli Enotri, la loro presenza sul territorio è stata accertata dal ritrovamento di 38 tombe con corredi funerari enotri, da una stele litica e da un piccolo centro abitato. In seguito, agli Enotri si sostituì apparentemente senza scontri bellici, il forte popolo italico dei Lucani, che sul colle Palecastro ampliò e fortificò il centro abitativo di origine enotria di Blanda, espugnata nel 214 a.C. dal console romano Quinto Fabio Massimo, per essersi schierata con Annibale nella seconda guerra punica. Alla metà del I secolo a.C., divenne un centro amministrativo romano ed assunse il nome di Blanda Julia in onore di Gaio Giulio Cesare. Durante i primi secoli del Cristianesimo, Blanda fu sede vescovile, nel 592 subì un´incursione longobarda. A partire dal IX secolo Blanda, sottoposta a continue incursioni e saccheggi da parte dei predoni Saraceni, fu definitivamente abbandonata. Alcuni dei suoi abitanti si rifugiarono nell´entroterra e fondarono su uno sperone roccioso il primo nucleo di Tortora, chiamato, in onore dell´antica città, Julitta. A partire dai primi anni del secondo millennio il piccolo borgo di Julitta iniziò una lenta espansione ed assunse il nome di Tortora, dal volatile omonimo che in quel periodo abbondava nei boschi adiacenti.
Programma ...Un Kayak, Il Mare, Insieme...
1° Tappa (Partenza): Da Rocca Imperiale Marina a Torre di Albidona ; circa 27 Km – 15 NM
2° Tappa: da Torre di Albidona ai Laghi di Sibari; circa 26 Km – 14 NM
3° Tappa: dai Laghi di Sibari a Rossano Calabro Marina; circa 20 Km – 11 NM
4° Tappa: da Rossano Calabro Marina a Mandatoriccio; circa 21 Km – 11,5 NM
5° Tappa: da Mandatoriccio a Torretta di Crucoli; circa 20Km – 11 NM
6° Tappa: da Torretta di Crucoli a Cirò Marina; circa 19 Km – 10,5 NM
7° Tappa: da Cirò Marina all´oasi naturale di Punta Neto (Crotone); circa 20 Km – 11 NM
8° Tappa: dall´oasi naturale di Punta Neto (KR) a Crotone; circa 18 Km – 10 NM
9° Tappa: da Crotone a contrada Marinella (Capo Rizzuto); circa 18 Km – 10 NM
10° Tappa: da contrada Marinella (Capo Rizzuto) ad Isola di Capo Rizzuto; circa 20 Km – 11 NM
11° Tappa: da Isola di Capo Rizzuto a Botricello; circa 22 Km – 12 NM
12° Tappa: da Botricello a contrada Marincoli (Simeri Mare); circa 20 Km – 11 NM
13° Tappa: da contrada Marincoli (Simeri Mare) a Caminia; circa 19 Km – 10NM
14° Tappa: da Caminia a Isca Marina; circa 19 Km – 10 NM
15° Tappa: da Isca Marina a Monasterace; circa 20 Km – 11 NM
16° Tappa: da Monasterace a Roccella Ionica; circa 24 Km – 13 NM
17° Tappa: da Roccella Ionica a Locri; circa 19 Km – 10 NM
18° Tappa: da Locri a Bianco; circa 21 Km – 11,5 NM
19° Tappa: da Bianco a Palizzi; circa 28 Km – 15 NM
20° Tappa: da Palizzi a Saline Joniche; circa 27 Km – 15 NM
21° Tappa: da Saline Joniche a Reggio Calabria; circa 26 Km – 14 NM
22° Tappa: da Reggio Calabria a Scilla; circa 23 Km – 12,5 NM
23° Tappa: da Scilla a Palmi (roccia dell´ulivo); circa 22 Km – 12 NM
24° Tappa: da Palmi (roccia dell´ulivo) a Nicotera; circa 21 Km – 11,5 NM
25° Tappa: da Nicotera a Santa Domenica di Ricadi; circa 20 Km – 11 NM
26° Tappa: da Santa Domenica di Ricadi a Briatico: circa 19 Km – 10 NM
27° Tappa: da Briatico a Pizzo (Chiesa Piedigrotta): circa 22 Km – 12 NM
28° Tappa: da Pizzo (Chiesa Piedigrotta) a Lamezia Terme: circa 19 Km – 10 NM
29° Tappa: da Lamezia Terme a Falerna Marina : circa 20 Km – 11 NM

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